La
ricetta dei mostaccioli, tiene dunque conto che essi sono simboli ed alimenti per cui il
dosaggio, limpasto, lesecuzione e la cottura concorrono a realizzare un
oggetto da regalo, bello, al tempo stesso gustoso e serbevole nel tempo.
Nellimpastatrice si versa una parte di acqua e tre di
miele nostrano previamente sciolto sul fuoco dinverno se è cristallizzato,
destate si scioglie a freddo, poi si setaccia la farina di grano tenero, più o meno
raffinata, lentamente aggiunta e ben amalgamata.
Il miele funziona da dolcificante ed ha la proprietà di
ammorbidire la pasta nel tempo assorbendo umidità e rendendo più gustoso il prodotto
finale.
Il miele utilizzato è in parte quello locale, prodotto dalle
famiglie contadine e degli apicoltori sorianesi, al gusto di arancio, millefiori, acacia,
e castagno, questultimo il più prelibato per gusto ed aroma ma è sempre da
tagliare con altri mieli per il retrogusto amaro; non più usato è, invece, quello di
fichi che tra laltro ha il vantaggio di coagulare poco e non fissare le forme che in
tal modo sono conservabili solo per brevi periodi.
Negli anni trenta la tradizione Sorianese usava anche il
mosto cotto, oggi decisamente scomparso rimane in uso nelle zone di Caserta e Napoli dove
si producono simili biscotti.
Dolcificanti alternativi di oggi sono le miscele di zucchero
invertito e lo sciroppo di glucosio che surrogano almeno un 50% di miele e che
standardizzano il prodotto uniformandone gusto, aromi, e sapori e specialmente riducono i
costi di produzione.
Limpasto di struttura consistente, senza lievito, ben
si modellerà a mano e si forgerà con una lama di coltello, lavorandolo su di un tavolo
di legno o meglio ancora sul marmo o sullacciaio, dopo averlo fatto riposare qualche
ora o lintera notte.
Il riposo, infatti, consente allimpasto di
addomesticarlo bene sotto lazione delle mani e della ferruzza ( lama sottile) o
della sticca (spatola) o del rasagnu, (rotellina dentata) che arriccia i bordi e funziona
da timbro per le iniziali dellartigiano.
Semplici strumenti e tutto lavoro di mani trasformano un
comune impasto con forme fantastiche e simboliche, riccioli ed elementi decorativi
completano licona che nel forno assumerà consistenza e realtà.
Gli artigiani, infatti, ormai artisti piegano, incollano e
tagliano, limpasto con cura e dedizione forgiando con un gioco tutto di mani e dita,
senza stampi, le caratteristiche forme, aiutandosi solo con acqua ed olio per rendere la
pasta più liscia e per staccare i vari pezzi tra loro dal piano di lavoro.
Gli stampi si usano solo per le forme più semplici e
standard o per i volti impressi con formelle ma lesecuzione e la manualità di come
si taglia, si arriccia e si aggiunge impasto simpara solo nel laboratorio, senza
manuale ed attendendo visivamente dal "mastazzolaro", dagli artigiani più
vecchi e dai discorsi di bottega. Unico elemento decorativo dei pupazzi è la stagnola di
colore rosso, verde ed argento e quantaltro di naturale e comune possa utilizzarsi
per esempio i fagioli per gli occhi nei visi dei personaggi.
Segue la cottura nel forno, un tempo alimentato a legna di
radica o frasca dolivo che richiedeva occhio e mani esperti per capire i colori e i
tempi, oggi sostituito da quello elettrico nel quale si pongono varie file di teglie, unte
di grassi e olio, sulle quali si dispongono i mostaccioli.
La consistenza e il colore dei biscotti sono elementi che si
acquisiscono con la cottura: in venti minuti circa ed a 220 gradi i mostaccioli si
induriscono e diventano via via di colore bruno, in genere sono più scuri quelli per i
quali è stato utilizzato lo zucchero al posto del miele o in maggiore dosaggio poiché è
più suscettibile di caramellizzazione ed imbrunisce più facilmente. Le forme nere come
il cavallo e San Francesco, si ottengono per bruciatura dello zucchero sul fuoco con
pochissima acqua, poi amalgamando allimpasto dello zucchero sul fuoco con pochissima
acqua, poi amalgamando allimpasto di farina e miele.
I tempi e la temperatura di cottura sono, comunque, in
funzione dello spessore della forma da cuocere: in genere si preparano infornate di forme
piccole ed omogenee o di quelle più spesse o più grandi che necessitano di tempi più
lunghi per levaporazione di circa il 14% dellacqua.
E importante la cottura a calore moderato per evitare
spaccature e lesioni che rendono antiestetico il prodotto, conseguenza proprio di
temperature troppo violente.
Dal forno esala un ottimo aroma che fugge dai laboratori,
dalle botteghe e si diffonde nelle strade e nei vicoli impregnando ogni angolo,
stimolandone curiosità e languore e così Soriano diventa un paese "profumato"
che accoglie gradevolmente ogni visitatore e viaggiatore. A cottura ultimata i biscotti si
lasciano poi raffreddare senza farli piegare, spezzare e spaccare e poi si avvolgono in
cellophane per consentire il trasporto, mantenere la croccantezza e la giusta consistenza
nel tempo. |