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La catena delle Serre è
costituita da due lunghi successioni parallele di rilievi montuosi e collinari che
ricordano nell'allineamento i denti di una sega: fino al secolo scorso questi monti erano
ammantati da una foresta così fitta e imponente che uno studioso inglese in visita nel
1828 ne scrisse: "...vi era qualcosa di tanto selvaggio e di tanto tenebroso in
quelle montagne, dai boschi fitti ed oscuri, da soggiogare la mente". Ancor oggi
queste montagne colpiscono per l'atmosfera cupa e misteriosa dei boschi: estese foreste
miste di latifoglie e di conifere scendono dalle cime più elevate fin quasi a valle,
intersecate da un labirinto di ruscelli e da potenti ammassi di rocce granitiche. Nel
cuore delle Serre illustreremo uno tra i più bei boschi della zona: ricchi di abeti
vetusti e di proporzioni inusitate, offre ancor angoli ben conservati con atmosfere
fiabesche. Il Bosco di Santa Maria si stende a sudovest di Serra San Bruno.
La conca di Serra San Bruno ospitava nel
Quaternario un bacino lacustre; oggi rappresenta il cuore geografico delle Serre e al
posto del lago sorge il più importante centro abitato del comprensorio. La bellezza di
questo luogo influì sicuramente su San Bruno di Colonia quando lo scelse come luogo dove
fondare la sua Certosa: la predilezione del Santo per questa zona e per le sue meraviglie
naturali è testimoniata anche dall'ammirata descrizione che egli ce ne ha lasciato in una
lettera. L'ultima parte dell'avvicinamento in automobile passa accanto alla celebre
Certosa, e vale sicuramente la pena di fare una sosta per visitare la parte aperta al
pubblico del complesso. Dalla Certosa si piega a sinistra su una strada ombreggiata e, in
circa 3 chilometri e mezzo, si raggiunge la chiesa di Santa Maria del Bosco, dove si
parcheggia. Il tutto è contornato da un magnifico bosco di giganteschi abeti bianchi
altissimi, dal tronco colonnare avvolto da un'argentea corteccia finemente screpolata.
Sono piante di bellezza straordinaria, sovrastante da chiome verdissime, con gli strobili
innalzati imperiosamente verso l'alto e gli aghetti segnati nella parte inferiore da due
candide striature parallele. Tutt'intorno alla chiesa, nel bosco, è un riecheggiare delle
voci dei piccoli uccelli (comuni soprattutto ghiandaie e cuculi); non è difficile captare
il tambureggiare del picchio verde che staziona sui grandi alberi stramaturi e a volte
anche quello grande e raro picchio nero. Ma la foresta è abitata anche da scaltri
predatori come la volpe, la donnola e la faina. Per addentrarsi nella foresta basterà
seguire una delle tante stradelle a fondo naturale che partono da questo punto.
| L'itinerario è
percorribile in tutte le stagioni, a parte casi di abbondanti nevicate; tenere presente
però che d'inverno la temperatura è particolarmente rigida e il clima umido. Per il
Bosco di Santa Maria i tempi sono diversi a seconda del percorso scelto, tuttavia brevi. Il Bosco di Santa Maria ricade nel
Parco Regionale delle Serre, istituito con Legge Regionale n. 48 del 5.5.1990. Ci troviamo
quasi al centro di una delle grandi conche montagne che separano le due catene delle
Serre. Serra San Bruno è il paese più noto e dotato di servizi, a circa 800 m di quota;
i boschi sono invece sui 1.000 m. |
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