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Nel 1721 fu costruita
in seguito alle prediche del Padre cappuccino Antonio Olivadi. Frontespizio in granito
locale, di stile Barocco. Progetto dello Scaramuzzino. Il portale esterno è opera in
bronzo, di grande pregio artistico e medio rilievo raffigurante gli episodi dolorosi della
Vergine: rappresentazione al Tempio, fuga in Egitto, Via Crucis, crocifissione, morte,
deportazione, sepoltura. |
| Il progetto è di G.
M. Pisani j., giovane di grande talento, forse l'unico erede delle doti tradizionali di
arte tramandate dai suoi avi che pure lasciarono in Serra San Bruno retaggio di opere
artigianali di grande valore. |
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Priore del tempo di
quell'Arciconfraternita Bruno Principe, al quale va reso merito per l'iniziativa e per
l'avere voluto arricchire la chiesa dell'Addolorata di una magnifica opera che resterà
nei secoli quale testimonianza di amore, di sacrificio e di valore dei serresi verso la
loro nobile cittadina e il culto della religione cristiana. L'interno della Chiesa
è di ordine ionico. Pavimento in marmo appartenuto alla chiesa dell'antica Certosa. La
volta della navata è una decorazione di Domenico Barillari, serrese, mentre le volte
delle due ali furono opera del fratello. Lo stile è sempre il barocco ma affiora un
maggiore sviluppo nelle forma. Alle pareti: quattro medaglioni ovali, in marmo bianco
finemente verniciato, di autore ignoto provenienti dalla vecchia certosa. Tali opere del
1600 e raffiguranti certamente San Gennaro e un Certosino e soltanto probabilmente San
Pietro e San Paolo, appartenevano alla vecchia Certosa. All'ala sinistra della navata vi
è un grande dipinto raffigurante l'apparizione di Maria Immacolata a San Bruno, del De
Matteis Paolo, discepolo del Giordano, maestro di capolavori lasciati per l'Abbazzia di
Montecassino. È un dipinto del 1721. Si rilevano la particolare espressione del Santo
rapito nell'estasi divina e l'arte nella riproduzione delle parti anatomiche. All'ala
destra bellissima tela di autore del Seicento, forse del Pissignani, raffigurante Il
Trapasso di Sant'Anna. Si noti l'intreccio di luci e di penombre in delicato contrasto di
colori.
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Gli altari
corrispondenti ai due dipinti sono opera in marmo colorato con sculture ornamentali di
fattura esperta e di buon gusto. Particolare: le mense con paliotto decorato su cui si
elevano fastigi architettonici di buonissimo stile del XVII secolo. Dipinti ed altari
appartenevano all'antica Certosa. Anche l'Altare Maggiore apparteneva all'antica Certosa.
Capolavoro in marmi policromi con decorazione e dorature. È costituito da una triplice
base piana con ricche intarsiature sul paliotto a mosaico. Sl piano della base minore
s'innalza una balaustra con piccole colonne in bronzo dorato, la quale sostiene otto
colonne in marmo con capitelli e basi di bronzo dorato su cui si snodano eleganti cornici
che sorreggono a loro volta una cupola di forma ellittica, con trafori e rilievi,
sormontata da un capitello che sostiene una statua di Gesù Risorto. L'insieme è adorno
di festoni, cesti con fiori, nicchie e statuette in bronzo dorato ed in argento.
| Quattro di tali
statuette che mancano sul cappellone dell'altare, si trovano a Vibo Valentia, nella chiesa
di San Leoluca. La custodia in malachite, lapislazzuli ed altri marmi pregiati è lavoro
di grande rilievo artistico. |
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L'opera fu eseguita in parte dal
Fanzago (1631-1648) e poi terminata da Andrea Gallo nel più bel gusto seicentesco.
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I due portali,
laterali al monumentale altare, sono due veri ricami in marmo, formati da ovuli e
fuseruole a rosario, uniti da tenui fili marmorei, la cui lavorazione denota la
delicatezza e la finezza dell'arte scultorea in quel XVI secolo. |
Originale è la balaustra della
"cantoria", in marmo lavorato a transenna (traforo). Opera serrese del XVII
secolo. Nel Coro si trova un dipinto raffigurante i Sette Fondatori opera di Giuseppe
Maria Pisani s. serrese, pittore della scuola napoletana dell'800. Alle navate laterali:
tre quadri di Salomone Barillari, serrese, intendente alla Belle Arti in Napoli, anche
egli pittore della scuola napoletana dell'800, raffiguranti La Natività, le Tavole delle
Leggi e David. Dello stesso autore si trovano quadri nella sagrestia: Addolorata e Cristo
Risorto. |
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