San Calogero |
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Dopo il sisma del 1783, che distrusse l'antico abitato, San
Calogero fu complessivamente ricostruito. Storicamente, come la maggior parte dei paesi
dell'area del Monte Poro, si costituì, intorno al X sec., grazie all'agglomerazione di
case di contadini intorno al Monastero delle monache di S. Opolo e s'ingrandì sotto la
protezione dei Normanni. Feudo nel XIII secolo di Nicola de Traina, divenne Baronia dei De
Castro Bisbal, dei Suriano e infine dei Mottola Nomicisio.
Il trappeto e mulino Toraldo sorge in località San Marino nel Comune di S. Calogero, tipica architettura del lavoro, di notevoli dimensioni risalente alla fine del 1800.
Il trappeto Toraldo, insieme al trappeto Prestia nel territorio di Rombiolo ed al trappeto Franzoni nel territorio di Filandari, rappresenta un esempio di struttura polifunzionale del lavoro. Costruito in prossimità del torrente S. Marino dal quale mediante canalizzazione in muratura su archi faceva convogliare le acque che danno la forza motrice necessaria per la lavorazione dei prodotti agricoli. Abbandonato da tempo versa in precarie condizioni al punto che la copertura di tutto lambiente destinato alla lavorazione è totalmente crollata, e gran parte della costruzione è ricoperta da vegetazione. La Chiesetta di Caselello, dedicata alla Madonna delle Grazie, risale al 1300. Sorge in un complesso di case agricole autosufficienti abitate da contadini, su una collinetta che domina tutto il territorio circostante, a Nord rispetto al centro abitato di S. Calogero.
La chiesa della madonna delle Grazie è un tipico esempio di chiesetta a navata unica in ambiente rurale, di forma rettangolare e modestissime dimensioni. |