IL PECORINO

Il settore zootecnico costituisce una delle più importanti risorse produttive di tutto l’altopiano del Poro tanto che già nell’ultimo censimento generale risultavano presenti sul territorio circa 1500 aziende a carattere bovino e più di 220 aziende a carattere ovi-caprino.

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La produzione zootecnica dell'intera area è rappresentata prevalentemente da latte fresco bovino, in parte lavorato nei caseifici locali ed in parte inviato alle centrali del latta per il consumo diretto.

Al comparto ovi-caprino spetta un ruolo predominante nell’utilizzazione e nello sfruttamento del territorio, ricco di pascoli spontanei e di erbai posti in zone morfologicamente "scomode" e di difficile meccanizzazione, praticate con facilità da questi animali.

Prodotto principale degli allevamenti ovini è il "pecorino del Poro" un formaggio che negli anni passati ha rappresentato uno degli alimenti maggiormente utilizzati dalle popolazioni locali, e che oggi si propone come uno dei prodotti tipici più richiesti dai consumatori locali e dai palati di tutta Italia, tanto da essere menzionato nella guida nazionale dei formaggi ovi-caprini dell'UIAPROC .

Il pecorino del Poro è ottenuto dalla lavorazione di latte ovi-caprino con piccole aggiunte di latte bovino ed al quale viene somministrato solo ed esclusivamente caglio di origine naturale. La miscela di latte utilizzato è di due mungiture (la mungitura della sera viene innestata a quello della mattina previo riscaldamento) il tutto secondo tradizionali ricette familiari gelosamente custodite, determinando una produzione diversa per gusto, aroma e pezzatura.

Il periodo di stagionatura varia a seconda se si tratta di formaggio per consumo fresco o di formaggi "da grattugia", in quest’ultimo caso il periodi di stagionatura varia dai 9 ai 16 mesi, con cure metodiche e meticolose giornaliere ad ogni singola forma.

Un prodotto così pregiato, trova il suo punto di debolezza nella mancanza di uniformità di produzione che impedisce una standardizzazione di trasformazione e di conseguenza l’impossibilità di proporre su mercati di differente scala, un prodotto che pur mantenendo la propria identità tipica possa garantire caratteristiche chimico- organolettiche e qualità standard.

Dalla conoscenza di questi fattori limitanti nasce l'esigenza di uniformare la filiera di produzione, recuperando il metodo tradizionale che lo ha reso caratteristico in modo di standardizzare la produzione del formaggio "pecorino del Poro" promuovendone la conoscenza e la commercializzazione .

Per raggiungere questo obiettivo il CoGAL Monte Poro ha promosso cofinanziato ed affidato a differenti beneficiari una serie di interventi mirati alla ricerca delle caratteristiche chimico-organolettiche delle produzioni locali del poro, (Prog. Analisi di laboratorio prodotti zootecnici) all’indagine sui tradizionali metodi di produzione (ricognizione e censimento tecniche di caseificazione), alla formazione, (corso per tecnico casaro, addetti per la produzione e la trasformazione dei prodotti agro- alimentari) alla promozione (partecipazione del pecorino del poro a fiere locali nazionali ed internazionali).

L’elaborazione di un disciplinare insieme alla formazione di addetti per la qualificazione del settore, non solo costituiranno la possibile standardizzazione della filiera del latte ovino ma, eliminato il vincolo della eterogeneità del prodotto, potranno porre le basi per alimentare iniziative di tipo cooperativistico e di associazionismo tra le piccole imprese, fenomeno auspicabile e programmatico per far conoscere agli intenditori di tutto il mondo la genuinità del "Pecorino del Poro".