Il
peperoncino ha avuto, in Europa, un grosso successo anche perché si coltiva facilmente e
attecchisce senza particolari problemi. Per il basso costo è divenuto subito "la
droga dei poveri" di tutti quelli che non potevano permettersi le costosissime spezie
orientali. Il peperoncino in brevissimo tempo si è diffuso tra le popolazioni povere con
regimi alimentari carenti di proteine.
Nella cucina calabrese è
diventato grosso protagonista tanto che oggi i calabresi ne consumano più di tutti in
Italia e non si può parlare di cucina tipica regionale senza il peperoncino.
M. L. Migliari,
nellaver riconosciuto peculiarità alla cucina calabrese, ha scritto della Calabria:
" E la patria del peperoncino, di cui gli abitanti sono ancora oggi tra i più
forti consumatori, peperoncino o, come lo chiamano i calabresi, "Cancariello";
condimento piccante e salutare per le sue qualità diuretiche e circolatorie che dà
sapore a tutti i piatti di questa cucina semplice semplice e gustosa fatta di pasta e
fave, pasta e olive, pane e pomodoro essiccato al sole, intingoli con cipolla, olive
capperi e naturalmente pesci, di cui le coste della Calabria sono ricchissime. E tra i
piatti di mare ricordiamo il pesce spada che oggi si consuma ovunque, ma un tempo, per
gustarlo occorreva scendere fin quaggiù, nella dolce assolata Calabria".
Il peperoncino, che pure
allorigine era legato ad unalimentazione povera, grossolana, poco elaborata,
basato sulla semplicità e genuinità dei prodotti che la terra offriva, è diventato, in
questi ultimi anni, lingrediente fondamentale della cucina opulenta, nelle case,
nelle trattorie, e nei ristoranti della Calabria, oltre ad essere consumato in misura
considerevole per la preparazione e la conservazione dei salumi e delle carni di maiale
sia magre che grasse.
Ma in Calabria scrive
lantropologo Vito Teti che il peperoncino è diventato anche il simbolo di
identità culturale, uno dei pochi in cui si riconosce tutta intera la regione a Diamante
come a Reggio Calabria, a Locri come a Vibo Valentia. Quando un calabrese chiede il
peperoncino e lo versa religiosamente e in maniera sacrale su tutte le pietanze, non
compie soltanto un atto alimentare: egli sta parlando della storia e della cultura della
sua Regione.
Il peperoncino rosso, color
del sangue e del fuoco, che ravviva le pietanze e mette allegria, si può vedere ancora
oggi coltivato e crescere rigoglioso nelle graste o vasi di terra cotta, posti sui balconi
e sulle finestre delle abitazioni, degli orti, o appeso in lunghe reste o collane che
adornano i muri delle vecchie case del comprensorio del Poro, fatte di breste (blocco di
fango e pula) che parlano il linguaggio dellantica povertà e semplicità.
Alcune varietà di
peperoncino si sono acclamati in Calabria, adattando le sue proprietà al gusto e al
benessere delluomo. Di media grandezza, per la maggior parte di forma rotonda o
ovale ed altre a punta in minor quantità, posseggono tutte le caratteristiche principali
di essere piccanti in maggiore o minore misura e con diversi e gradevoli sapori, che il
palato riesce a percepire al di là della stessa sensazione del sapore.
Gioiello della gastronomia
locale, incontrastato re di ogni tavola, al peperoncino è stata intitolata, in Calabria,
una vera e propria "Accademia" per esaltare la bontà e diffondere la cultura di
questo rosso ortaggio, di cui sono svelati i segreti e le ricette più rare assieme alle
utilizzazioni e alle applicazioni terapeutiche: colesterolo, cancro, infarto, emorroidi,
calvizie, acne, trombosi, depressione, inappetenza, obesità, mal di testa. E
comunque da non sottovalutare la sua importanza nel corso di numerosi morbi invernali,
influenze, febbri, periodiche e malariche, senza tuttavia escludere il potere afrodisiaco
assegnato allantico pepe. E del resto a partire dal XVIII sono numerosi i medici
dellEuropa a considerare efficace il peperoncino contro il raffreddore,
linfluenza, le malattie respiratorie, e persino contro lartrite e la malaria.
Forse ha avuto a che fare linfluenza vitaminica del peperoncino, che è il vegetale
con la più alta concentrazione di acido ascorbico, scoperta che è valsa al dott.
Albert-Szent Gjorgji il premio Nobel per la fisiologia e la medicina nel 1937. Il
peperoncino fresco contiene il doppio di vitamina C dellarancia e del limone e sei
volte in più del pompelmo; ha anche più vitamina A della carota e di altre vitamine.
Nel Messico viene
considerato un vero integratore alimentare, un potenziatore nutritizionale e un preventivo
del cancro e delle malattie cardiovascolari. Gli Aztechi lo impiegavano come analgesico,
per curare le gengive e combattere alcune infezioni malesseri, così come aiuto per la
digestione. Inoltre possiede importanti usi nellindustria.
Ma, al di sopra di ciò, è
un elemento della vita e della cultura di milioni di esseri umani: viene riconosciuto come
simbolo dellentusiasmo, della salute e della virilità, e ha creato una raffinata
tecnica gastronomica che unisce popolazioni di tutti i continenti.
Se nel Messico, primo
produttore al mondo di questo frutto, i 93 milioni di abitanti consumano 8 Kg chile o
peperoncino fresco e un Kg di chile secco pro-capite, la Calabria e il resto
dellItalia non rimangono indietro e hanno tratto un profitto vitale della loro
devozione al peperoncino, che è delizia del palato, fuoco del gusto e del sentimento e
nutritivo insostituibile per la vitalità e per lo spirito. Come alleviare il bruciore per
chi non è abituato, o ne usa troppo? Bevendo un sorso di latte o, strano a dirsi, con un
pezzetto di cioccolata! |