| Centro agricolo del Poro. Il
territorio confina con i Comuni di Ricadi, Spilinga, Tropea, Zaccanopoli e Zungri. Detta
anche Drapea (maturità delle messi), pare sia sorta in epoca prebizantina in seguito alle
invasioni dei Saraceni. Fu Casale di Tropea. A seguito dei frequenti terremoti,
dell'antico complesso monastico di Sant'Angelo, fondato in età bizantina rimangono
soltanto dei ruderi. Dal monastero proviene una croce bizantina, attualmente custodita
presso il Museo Nazionale di Reggio Calabria. |

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L'economia è a base agricola; nella
parte a monte, si coltivano cereali e legumi (apprezzati i fagioli della frazione Carla a
cui è dedicata nel mese di agosto la sagra, detta "Sagra della Surjiaca"; nella
parte bassa, agrumi ed uve; buona la produzione del vino, specie nella frazione
"Brattirò". Si consiglia una sosta gastronomica nei caratteristici ristoranti
della zona, dove è possibile degustare i piatti tipici: "i filejia" conditi con
ragù di maiale o con il sugo a base di melanzane, il tutto accompagnato da una
spolveratina di formaggio pecorino del Poro e peperoncino rosso; le melanzane, preparate
in ben 74 modi diversi.
Particolarmente apprezzate le melanzane con ripieno di tonno e capperi, passate al
forno; le salsicce del maiale, l'agnello e il capretto cotti alla brace e, naturalmente, i
rinomati formaggi e "le ricottine pecorine", prodotti dalle numerose masserie
sparse lungo tutto l'altopiano del Poro.
Nel passato, come testimonia la raccolta di Raffaele Corso, Drapia doveva essere sede di
laboratori e botteghe orafe. |