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09 dicembre 2002 17.18

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TROPEA MAGAZINE

Cenni storici su DRAPIA
testo di Mons. Francesco Pugliese

Drapia si snoda ai lati di un asse che taglia il breve piano da un margine all'altro. Verso il torrente che lo divide dalla vicina Gasponi, si scoprono alcune piccole costruzioni seminascoste nei costoloni collinari presso il letto della fiumara. Sono antichi mulini alcuni dei quali di ascendenza medievale araba. La mancanza di possibilità di lavoro oggi ha ridotto la popolazione ad un quarto di quanto ne contava un secolo fa. Essendo un abitato tutto circondato da balze e dirupi, con un solo fazzoletto di buona terra, un tempo i suoi abitanti vivevono commerciando da un paese all'altro i prodotti più vari, trasportandoli a dorso di mulo. Sempre muovendosi con i muli, raggiungevano i confini del regno di Napoli, e, a volte, anche le province venete. Quest'attività ha avuto termine con l'impianto della ferrovia.

Le case con i modesti portali in conci, con l'insolito sviluppo in altezza, con imolteplici balconi, sembra vogliano guardare verso le signorili costruzioni della vicina Tropea, distaccandosi dalla composta semplicità contadina della case del vicino villaggio di Gasponi. Dichiarano così l'origine commerciale delle modeste fortune che le fecero sorgere. Tutt'ora i drapiesi dimostrano una spiccata tendenza alle attività commerciali.
L'origine medievale del villaggio è connessa con l'esistenza di una comunità monastica basiliana nelle gole del grosso torrente che si snoda dalla fine del paese verso le pendici del Poro.
Ai Basiliani sul finire del Medioevo succedettero i Francescani e la comunità ospitò per un breve periodo, quale Guardiano, S. Bernardino da Siena.
La genesi storica del monastero è da ricollegarsi, per facile congettura, alle forti emigrazioni basiliane dell'Alto medioevo: Lo stesso culto di S. Sergio, in esso localizzato, ne è una significativa conferma. Alla stessa emigrazione, si pensa, deve connettersi l'arrivo di un gruppo di orientali (si rifletta sull'etimo drapétes = profugo, fuggiasco = drapioto) che seguirono i monaci e si stabilirono al loro fianco. Ciò spiega nei discendenti il forte intuito commerciale e girovago. E' facile intendere come il cammelliere si sia trasformato in mulattiere.
Il territorio di Drapia ci interessa anche per il panorama che si presenta in apsetti difformi, Dalla discesa del Vardaro vi è un'impressionante vista sugli apocalittici declivi di Zaccanopoli sfaldati e disfatti da secolari frane.
Dai petti di Porta Paoli il tratto Tropea-Parghelia si rivela in una ricchissima gamma cromatica. Salendo verso il Piano di S. Lucia la visuale si allarga espandendosi sopra un tessuto spaziale di altissima qualità visiva.