Cenni
storici su DRAPIA
testo di Mons. Francesco Pugliese
Drapia si
snoda ai lati di un asse che taglia il breve piano da un margine all'altro. Verso il
torrente che lo divide dalla vicina Gasponi, si scoprono alcune piccole costruzioni
seminascoste nei costoloni collinari presso il letto della fiumara. Sono antichi mulini
alcuni dei quali di ascendenza medievale araba. La mancanza di possibilità di lavoro oggi
ha ridotto la popolazione ad un quarto di quanto ne contava un secolo fa. Essendo un
abitato tutto circondato da balze e dirupi, con un solo fazzoletto di buona terra, un
tempo i suoi abitanti vivevono commerciando da un paese all'altro i prodotti più vari,
trasportandoli a dorso di mulo. Sempre muovendosi con i muli, raggiungevano i confini del
regno di Napoli, e, a volte, anche le province venete. Quest'attività ha avuto termine
con l'impianto della ferrovia. |
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Le case con i modesti
portali in conci, con l'insolito sviluppo in altezza, con imolteplici balconi, sembra
vogliano guardare verso le signorili costruzioni della vicina Tropea, distaccandosi dalla
composta semplicità contadina della case del vicino villaggio di Gasponi. Dichiarano
così l'origine commerciale delle modeste fortune che le fecero sorgere. Tutt'ora i
drapiesi dimostrano una spiccata tendenza alle attività commerciali.
L'origine medievale del villaggio è connessa con l'esistenza di una comunità monastica
basiliana nelle gole del grosso torrente che si snoda dalla fine del paese verso le
pendici del Poro.
Ai Basiliani sul finire del Medioevo succedettero i Francescani e la comunità ospitò per
un breve periodo, quale Guardiano, S. Bernardino da Siena.
La genesi storica del monastero è da ricollegarsi, per facile congettura, alle forti
emigrazioni basiliane dell'Alto medioevo: Lo stesso culto di S. Sergio, in esso
localizzato, ne è una significativa conferma. Alla stessa emigrazione, si pensa, deve
connettersi l'arrivo di un gruppo di orientali (si rifletta sull'etimo drapétes =
profugo, fuggiasco = drapioto) che seguirono i monaci e si stabilirono al loro fianco.
Ciò spiega nei discendenti il forte intuito commerciale e girovago. E' facile intendere
come il cammelliere si sia trasformato in mulattiere.
Il territorio di Drapia ci interessa anche per il panorama che si presenta in apsetti
difformi, Dalla discesa del Vardaro vi è un'impressionante vista sugli apocalittici
declivi di Zaccanopoli sfaldati e disfatti da secolari frane.
Dai petti di Porta Paoli il tratto Tropea-Parghelia si rivela in una ricchissima gamma
cromatica. Salendo verso il Piano di S. Lucia la visuale si allarga espandendosi sopra un
tessuto spaziale di altissima qualità visiva. |