| Il Museo Indirizzo e orari
c/o Castello Normanno Svevo
tel..0963/43350
aperto tutti i giorni: 9.00-19.00 ingresso £ 4.000 |
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Notizie storiche
II museo nacque nel 1969, con sede in Palazzo Gagliardi, formandosi attorno al nucleo
delle collezioni Capialbi e Albanese, cui si aggiunsero i materiali provenienti . da scavi
sistematici condotti, in varie zone dell'abitato, da Ermanno Arslan, per conto della
Soprintendenza Archeologica della Calabria. Dal 1996 può vantare una nuova e prestigiosa
sede nel Castello Normanno Svevo, appositamente restaurato e ristrutturato. L'allestimento
definitivo è in corso d'opera e prevede l'illustrazione ampliata delle testimonianze
della Hipponion greca e della Valentia romana, già esposte a Palazzo Gagliardi.
Contenuti
Anche se non si è ancora in grado di descrivere il definitivo itinerario di visita,
diamo qui di seguito un'indicazione sui principali nuclei e materiali. Collezione
Capialbi: frammenti di terrecotte architettoniche, con sime colorate, antefisse, mattoni
bollati e terrecotte figurate di tipo locrese. Collezione Albanese: materiale votivo dalle
stipi del santuario di Scrimbia. Saranno esposti in questa sede i materiali più
significativi provenienti dagli scavi, ripresi nel 1979-81, nella grande stipe votiva di
Scrimbia: tra i reperti si segnalano le statuette fittili femminili (550-500 a.C.) e
splendidi bronzi, tra cui 12 elmi, 6 schinieri e 12 scudi. Un vasto repertorio vascolare
documenta un arco cronologico, dal VI a.C. all'età medievale, con ceramica attica a
figure nere (VI a.C.), unguentari ellenistici, lucerne romane e ceramica medievale. Tra le
donazioni e i rinvenimenti casuali si segnalano: un'ascia neolitica, un'ascia bronzea
dell'età del Ferro, un ripostiglio monetale con 867 argenti dei Brettii, proveniente
dall'area di S. Aloe, e una cariatide marmorea acefala, opera neo-attica del II-I a.C. Dal
santuario del Cofino provengono due modelli fittili di tempietto, vasetti d'imitazione
corinzia, un alabastron di pasta vitrea e pinakes locresi (V a.C.). Tra i corredi dalle
necropoli urbane (VII-IV a.C.) notevoli sono quelli della tomba 156 (VI a.C.), con spada
del Bronzo finale (XIII a.C.) e della tomba 19 (ca.400 a.C.) che custodiva la celebre
laminetta aurea con testo orfico. Dalle terme di S. Aloe provengono matto ni bollati,
lucerne, terra sigillata aretina con bolli in planta pedis del I a.C., una statuetta
romana d'avorio, un'erma marmorea femminile (I d.C.), due togati e una statua femminile,
vetri, un'antefissa a palmetta e un pregevole ritratto di M. Vipsanio Agrippa, genero
dell'imperatore Augusto. Ancora da scavi urbani proviene un torso di Apollo; forse una
ricca villa del litorale è il luogo di provenienza di un bellissimo busto-ritratto
femminile (I d.C.) in basalto nero.
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