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aggiornato il:
09 dicembre 2002 15.39

Il castello
Notizie
ARENA

La Storia

Arroccata su una collina a 496 m. s. m., 2500 abitanti stanziati su un territorio di poco più di 35 kmq., è una delle più belle cittadine dell’entroterra vibonese, ricca di natura, di storia e di arte spesso poco conosciuta. L’altezza della posizione offre un suggestivo panorama e un caratteristico centro storico che ha conservato l’identità urbanistica originale. Tutto il centro è un museo en-plein air: palazzi e modeste casette, casolari abbandonati e viottoli selvaggi segnano gusti e stili di vita diversi.
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La penuria di spazio edificabile ha dato luogo al primo nucleo attorno al Castello e ha dato origine ad una serie di costruzioni a volte così minuscole concepite per lo stretto necessario, spesso di una sola stanza dove nel passato si è consumata l’esistenza di intere famiglie. L’abitato, dopo giri di vicoli e scalette, si ferma sul punto più alto, al campanaro, grazioso quartiere di pochi metri dove nel passato vi era una torre di vedetta a controllo del territorio. Caratteristica è Via Giudecca nella parte bassa del paese ove nel medioevo per volere di Federico II si stanziarono gli ebrei introducendo ad Arena l’arte della tintoria e della conceria. Tutto l’abitato è frutto dell’ingegno locale che ha saputo sfidare l’erta rocciosa piegandola alle esigenze degli abitanti. Tortuosi vicoli ed impegnative scalinate rendono interessante la passeggiata turistica. Da tutti i punti si può godere uno spettacolare panorama di inestimabile bellezza che va dallo Stretto di Messina alla Costiera di Paola e nelle giornate più limpide si possono scorgere le Eolie in un magico gioco cromatico di azzurro e di verde, di blu, di chiaroscuri dalle mille tonalità. Cittadina di origine remota, porta lo stesso nome di una città Elide, APHNH. Fu municipium romano e, al tempo delle guerre Puniche, presidio militare col nome di Castrum Arenense.
Fu Ruggero I il Normanno ad assegnare le Terrae Arenarum al suo figlio naturale Ruggero Culchebert, infatti i fondatori si dissero Culchebert o Corchebret de Arenis. Nel territorio di Arena su donazione di Ruggero I a Bruno di Colonia degli Hortenfaust, sorse la Certosa di Serra San Bruno. Il feudo fu posseduto anche dagli Acquaviva di Aragona, dai duchi d’Atri e dai Caracciolo. Fu centro importante di seta e di legname. Riconosciuta Universitas sotto gli Aragonesi ne diresse le sorti di un vasto territorio che andava dallo Ionio al Tirreno e del quale ne fu capoluogo. Apprezzabile il patrimonio architettonico civile ed Ecclesiastico rappresentato dal Castello, dal Palazzo Civico, da palazzi nobiliari e da quattro Chiese di interessante valenze culturale ed artistica. In esse sono conservate pregevoli statue tra cui si segnalano il Cristo Risorto e la Madonna del buon Consiglio. Il cuore della vita cittadina è rappresentato dalla Piazza, unica in tutto il circondario per ampiezza ed eleganza. Il territorio in parte collinoso, in parte montuoso è ricco di boschi di faggi e di castagni, di uliveti, di vigneti e di frutteti. Esistono ancora presso il fiumi Petriano e Fiume strutture di frantoi e resti di mulini ad acqua a testimonianza di quelli che furono veri e propri opifici di lavoro. Ottima la caccia al cinghiale ed ai tordi. Il bosco produce funghi e frutti di bosco. Vi si arriva all’autostrada Salerno–Reggio Calabria uscita Serre SS 536. Clima mediterraneo. Dialetto ricco di termini di origine magno-greco-latina, francese, spagnola.

(per gentile concessione della Pro loco di Arena nella persona del suo vice presidente Caterina Calabrese)


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