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aggiornato il:
09 dicembre 2002 13.44

GEROCARNE

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Il territorio, il più vasto della Provincia del vibonese, si estende su una superficie di 44,93 km2; è situata a 241 m. nella valle del torrente Morano sul versante tirrenico delle Serre; si trova a 27 km a sud-est dal capoluogo ed ha una popolazione di 3.000 abitanti.
Di origini molto antiche il suo nome significa "sacra carne".
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Il paese è situato su due dossi del fiume Morano e si estende come territorio per circa 45 Km. Gerocarne sorse come villaggio di Arena rimanendo in seguito sotto il dominio dei Conclubet dall’epoca dei Normanni fino al 1678. Divenne Comune autonomo nel 1811.
L’economia principale è agricola e artigiana, basata sulla produzione di olio e sulla lavorazione della argilla. La popolazione effettiva e di circa 3000 unità ma gran parte sono emigrati all’estero in cerca di lavoro.
Dall'uscita dell'autostrada "Serre", si imbocca la statale 182 in direzione Soriano, per circa 9 Km. Una volta nel centro di Soriano si prosegue sulla Provinciale per Gerocarne.
Sono pochi i punti di attrazione di interesse storico, culturale e naturalistico che saranno di seguito elencati:

La chiesa Matrice, di fondazione medievale, intitolata a Santa Maria de Latinis fu ricostruita dopo il terremoto del 1783. Al suo interno è possibile visitare delle opere importanti come la croce argentea processionale, opera di oreficeria calabrese del sec. XV e una statua lignea raffigurante Santa Rita opera di De Lorenzo;

gerocarne s maria de latinis

Il bosco di Morano
è ricco di lecci e castagni (alcuni secolari) è famoso tra l’altro, per aver dato rifugio al brigante Musolino. E’ attraversato dall’omonimo fiume che forma in diversi punti delle interessanti cascate;
Il vivaio di Ariola
sorge nella parte alta del comune in prossimità della Frazione "Ariola" a circa 5 km dalla statale 182 Soriano-Serra San Bruno, dove è ubicato lo svincolo con le indicazioni per raggiungere il luogo. L’area si estende per circa 12 ettari occupati da oltre 300 varietà di piante da ammirare per la loro bellezza e per la distribuzione lineare. Il vivaio è provvisto anche di un laghetto che viene utilizzato per annaffiare l’intera superficie. L’ispettorato demaniale dello Stato cura con particolare attenzione questo luogo, punto di attrazione per gli appassionati della natura e per chi ama i picnic in paesaggi suggestivi;
L’artigianato tipico locale
è quello della lavorazione dell’argilla, antica e nobile tradizione che si è tramandata sino ai giorni nostri.
Da visitare:
la chiesa medievale di Santa Maria de’ Latinis, ricostruita dopo il terremoto del 1783.
Feste: S. Sebastiano Martire, il 20 gennaio; Corpus Domini, a giugno; Madonna del Carmelo, il 16 luglio e San Rocco il 16 agosto.
Mercato: lunedì e venerdì.
In località Fontevecchia, Vecchio Nucarella, Ciano e Timpaneju d'Ariola vi sono sorgenti di acqua oligo-minerale.