I primi abitanti di
Nardodipace furono pastori di Fabrizia, che avevano scelto questi luoghi per la sosta
delle greggi durante il periodo della transumanza (inizi del 1700 ).
Successivamente, attratti dalla dolcezza del clima e dalla varieta' e fertilita' dei
terreni i pastori trasformarono la loro sosta da temporanea in stabile. Sorsero cosi' le
prime baracche ed i primi ricoveri per animali.
Queste persone vissero nell'anonimato per molti anni, fino a quando, a loro, si unirono
centinaia di altre persone scappate dal Comune di Fabrizia in seguito al terremoto del
1783. Cosi' le borgate Nardodipace, Ragona' e S. Todaro divennero dei piccoli paesi e
diventarono frazioni del Comune di Fabrizia.
Fu nel 1901 che le suddette frazioni, con legge n. 531 del 22 dicembre, furono distaccate
dal Comune di Fabrizia e costituite in Comune autonomo con il nome di Nardodipace.
Il 1° consiglio comunaledel nuovo Comune fu tenuto il 05/09/1903 e per primo Sindaco fu
eletto Monteleone Bruno nel 1904.
La storia del Comune e' stata segnata tragicamente dalle alluvioni ( 1935, 1951, 1972/3 )
che hanno sconvolto la natura ed il destino della comunita'.
Attualmente il Comune di Nardodipace e' composto da 5 centri abitati:
Nardidipace-Capoluogo, ove hanno sede gli uffici Comunali, l'ufficio Postale e la Scuola
Media; le frazioni: Ragona' che dista 10 km. dal capoluogo; Vecchio abitato che dista 6
km. dal Capoluogo; Santo Todaro che dista 7 km. dal Capoluogo e Cassari che dista 37 km.
dal Capoluogo.
Oltre alle 4 frazioni vi sono numerose contrade sparse sul territorio.
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Sagre
e feste
1) Madonna dei Poveri - si festeggia nella frazione Ragona'
2) Madonna della Montagna - si festeggia nella frazione Cassari
3) Nativita' di Maria SS. Bambina - si festeggia a Nardodipace
4) Nativita' della Beata Vergine - si festeggia nella frazione Vecchio Abitato
C'e'
da vedere
La frazione Vecchio Abitato ( La vecchia Nardodipace ) situata su un colle. Vi si
trova la Chiesa della Madonna della Nativita' di stile barocco, costruita alla fine del
secolo diciottesimo.
Le case del paese, piccole e basse, a schiera, si sviluppano lungo una viuzza e danno al
paese l'immagine di un treno.
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