CENNI
STORICI
Testo di
Giovambattista Petracca-Scaglione (dalla Rivista Storica Calabrese, anno XI, serie 3^,
parte 3^, Reggio C., 1903) |
Ricadi è capoluogo del comune omonimo.
Il mare ne bagna tutto il lato occidentale, formando ora delle lunghe spiagge e dei
piccoli seni con dei ridotti propizi alle navi (il Tuono, la Ruffa, S.
Domenica, S. Maria, L'Aspide, leGrotticelle, il Porticello)
ed ora dei vasti spazi seminati di scogli (la Galea, ecc..), i quali,
intersecandosi fra loro ed elevandosi svariatamente, racchiudendo in mille andirivieni le
acque che vi s'immettono ed allargano in tratti ove più ove meno profondi, offrono una
rara comodità pei bagni, singolarmente alle donne e a chiunque teme di affidarsi in mare
aperto.
Il tratto denominato S. Maria è il più ridente e il più frequentato di tutti. E'
formato da una valle amena e graziosa, che si apre a guisa di anfiteatro ai piedi di un
semicerchio di collinette, alcune dolcemente decrescenti, ma le altre per lo più ripide e
malagevoli. Di fronte si ha l'ampia distesa del mare azzurrino, chiuso dall'incantevole
panorama delle coste calabresi dall'uno e dall'altro lato; dalla Sicilia, dominata dal
nevoso e fumante Mongibello, e dalle isole Eolie, disposte in bell'ordine, collo Stromboli
che si presenta quale una barca capovolta, sormontata continuamente da un grigio
pennacchio di fumo, che si sperde e confonde nelle rosee nubi dell'alba e in quelle
infocate del tramonto. A destra le collinette finiscono biforcandosi, da un lato nel capo
Vaticano, che è, per la posizione di grandissima importanza sia dal lato strategico
che da quello storico; dall'altro in una collina alquanto scoscesa, piantata alla sommità
di vigneti e alberi di fico, e circondata alla base, per un tratto di mare all'intorno, da
molti scogli e grosse pietre, che han fatto dare a quel luogo il nome di Petrario.
A sinistra terminano in un contrafforte molto ripido e scosceso, dominato dagli avanzi di
un forte costruito nel 1806, durante l'occupazione francese, da un capitano del genio
militare, per battere i legni da guerra inglesi, di passaggio pel nostro mare. La base è
tutta circondata da grossi scogli, che per buon tratto si spingono in mare, formando dei
ridotti e delle insenature chiamate complessivamente la Galea, e Scoglio della
Galea si chiama uno grossissimo e distaccato a non poca distanza dai rimanenti, in
alto mare.
La valletta è piantata di fichi e fichi d'India, con qualche piccolo vigneto e seminata
qua e là di casette ad uso dei bagnanti, che numerosi vi accorrono nella bella stagione.
Spicca graziosamante nel mezzo di esse, con la bianca facciata rivolta al mare la semplice
e modesta chiesuola della Vergine sotto il titolo di Loreto, fiancheggiata a destra
dall'eremitaggio e da alquante baracche in muratura per i bagnanti.
Quante volte dall'alto mare dando uno sguardo alle coste del nostro territorio, scorgesi a
prima vista esser queste formate da colli gli uni agli altri sovrapposti e formanti un
vasto anfiteatro, i cui ordini di scalini sono altrettante pianure per cui si ascende fino
alla più vasta di tutte, dove siede Ricadi. Tutte queste pianure sono abbastanza fertili
sia di cereali che di alberi fruttiferi e di vigneti, mentre un secolo dietro erano quasi
per intiero piantate ad oliveti, abbattuti durante l'occupazione francese con improvvido
consiglio. Di tratto in tratto si scorgono nelle campagne delle casine da villeggiare e
molte pagliare, adibite alla raccolta dei foraggi ed al ricovero delle bestie vaccine e
degli asini. Le casine sono, per la maggior parte possedute dai signori tropeani, di
pertinenza dei quali sono circa due terzi di tutti i terreni del comune.
In mezzo la marina di S. Maria nell'arena si trova una piccola colonna, sormontata da una
croce in ferro e detta Croce di S. Maria.
Questa colonna, posta a pochi metri del lido, porta la data graffica del 1784. Segna il
limite della poetica processione che muove dalla chiesetta di S. Maria di Loreto ogni
anno, il giorno lunedì dopo Pasqua, nella festa che vi si celebra detta comunemente di
Galilea. Colà giunto colla statua miracolosa, il popolo si dispone in ginocchio, e,
mentre i confratelli tengono la Sacra effigie volta verso il mare, il celebrante ne
benedice l'azzurra distesa e s'intuonano le litanie lauretane. |
| Il Comune di Ricadi per la
sua felice posizione geografica e per l'amenità del paesaggio ha sempre costituito un
polo di attrazione per molte popolazioni. Infatti, innumerevoli ritrovamenti archeologici
testimoniamo la presenza di vari insediamenti umani fin dall'epoca preistorica. In questi
luoghi lasciarono tracce di una antica e gloriosa civiltà gli Elleni, i Romani, i
Bizantini, i Saraceni, i Normanni, le dinastie degli Svevi, degli Angioini, degli
Aragonesi e dei Borboni. Chiaramente,
le diverse dominazioni hanno influito su vari aspetti della vita degli indigeni e in modo
particolare sul loro modo di esprimersi. Infatti, la lingua parlata risente dell'influenza
di parole di origine araba, francese, spagnola, germanica e soprattutto latina e greca.
La storia dei paesi del Capo è legata a
quella della vicina città di Tropea la quale per secoli esercitò il suo dominio su di
essi che furono denominati "casali".
Nel 1806 Giuseppe Napoleone re delle due
Sicilie, in occasione della suddivisione del Regno in Province, Distretti e Comunità,
assegnò Ricadi alla Provincia della Calabria Ulteriore, Distretto di Monteleone,
Comunità di Tropea.
Nel 1808, Ricadi con Regio assenso
promulgato da Giuseppe Napoleone fu eretto libero Comune ed ebbe il suo primo Sindaco, un
certo R.A. Avenia. |
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In un primo momento pare che siano state
assegnate a Ricadi le frazioni di S.Domenica, Ciaramiti, S.Nicolò, Brivadi, Orsigliadi e
Brattirò.
In seguito, Brattirò fu distaccata dal
Comune di Ricadi e assegnata a quello di Drapia e a Ricadi furono concesse, intorno al
1812, le frazioni di Lampazzone e di Barbalaconi che appartenevano a Spilinga.
Nel 1894 con la costruzione della linea
ferroviaria Napoli-Reggio Calabria, il ricadese cominciò a muovere i primi passi sulla
via dello sviluppo sia economico che sociale.
Il resto è storia recente.
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