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10 dicembre 2002 18.40 |
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SERRA
SAN BRUNO
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Faggio
del Re
Ci troviamo nel cuore delle Serre,
catena che - grazie alla successione delle sue cime a "denti di sega" e ai suoi
valloni dirupati e ombrosi - è riuscire a mantenere una grande suggestione e un'identità
naturalistica più unica che rara nell'Appennino; la presenza antropica molto rarefatta n
aumenta il senso di fiaba. Questo itinerario si lascia progressivamente alle spalle la
vegetazione della mezza montagna per inoltrarsi nel folto della faggeta; e si viene quasi
soggiogati dalla maestosità dei faggi e degli abeti secolari finchè abituati gli occhi
all'attenuarsi della luce, la foresta si lascia conquistare dall'escursionista mostrando
la sua "ospitalità" fatta di saporitissimi funghi e dolci fragoline di bosco.
Queso percorso si svolge nel territorio del
comune di Arena, che si trova a circa 32 chilometri dal copoluogo di provincia, Vibo
Valentia.
Si consiglia di percorrere l'itinerario tra la
tarda primavera (aprile-maggio) sino all'inizio dell'autunno (ottobre). D'inverno la zona
è generalmente innevata, e quindi difficilmente percorribile a piedi. Nella bella
stagione si può godere dell'ombra del suggestivo bosco di faggio, punteggiato qua e là
dagli abeti bianchi, e dissetarsi alle fresche acque delle sorgenti lungo il percorso. In
maggio-giugno e settembre-ottobre un'altra presenza arricchisce la zona: i deliziosi
porcini che punteggiano la faggeta e la giovane abetina. L'itinerario si sviluppa lungo un
anello di circa 20 km, con pendenze modeste: ci vogliono circa 4 ore per raggiungere
Faggio del Re ed altre 2 per tornare a Croce di Bove.
Si arriva in zona con l'autostrada A3
Salerno/Reggio Calabria, uscita Serre: da qui si seguono le indicazioni per Soriano
Calabro. Giunti in località Sant'Angelo si prosegue per Dasà e quindi per Arena. Il
tempo approssimativamente necessario per percorrere il tratto dall'uscita A3 ad Arena è
di un'ora. Durante il periodo primaverile ed estivo è consigliabile equipaggiarsi con un
K-way e scarponcini da trekking; in autunno non dimenticare la giacca a vento. In estate
occorre fare un pò d'attenzione a dove si mettono mani e piedi, perchè in zona sono
segnalate vipere.
Arrivati ne centro di Arena, "balcone del
Mesima", si può parcheggiare in piazza Pagano da qui si può già ammirare la
splendida vallata, caratterizzata da terrazzi coltivati i cui colori vanno dal verde
intenso dei prati-pascoli e delle leccete al verde argenteo degli olivi la primavera offre
invece colori più vivaci, che vanno dal giallo intenso della ginestra al bianco
dell'erica e della robinia fino al verde-bruno del castagno. Il percorso a piedi
incomincia al monte del centro abitato, procedendo in direzione est lungo la strada
statale 110 per circa 500 metri fino a incontrare l'antico acquedotto aragonese. Si passa
sotto le sue arcate e si imbocca la stradina interpoderale fino a oltrepassare su di un
ponticello la fiumara Petriano; si arriva così in località Croce di Bove (700 metri),
caratterizzata dalla presenza di case sparse abitate da pastori (ottime ricotte e
formaggi!). Stiamo ora per entrare negli ambienti forestali che costituiscono il
principale interesse dell'itinerario; la prima tappa è la località La Speranza, che si
raggiunge procedendo in direzione sud. Seguendo sempre la strada asfaltata si oltrepassano
due incroci (le deviazioni a destra sono da evitare) e si prosegue verso la montagna;
incominciando camminare lungo lo sterrato si incontrano i rivoli d'acqua che provengono
dalle sorgenti del Petriano (la loro acqua è ottima da bere), immerse nel fitto bosco di
pini e faggi. Percorso questo tratto di sterrato per circa 2 chilometri si giunge a La
Speranza (890 metri) dove si incontrano un rifugio del Corpo Forestale (un fabbricato
bianco con infissi colorati in rosso) e una ampia area pic-nic. Qui è possibile scambiare
quattro chiacchiere con il personale della Forestale, dissetarsi alla fontanella e,
volendo, consumare una merenda prima di intraprendere (sulla sinistra) la dolce salita
che, procedendo in direzione est-sud-est, porterà a Faggio del Re. Progressivamente ci si
lasciano alle spalle i castagni e i pini, mentre la luminosità si attenua man mano che ci
si inoltra nella folta faggeta; lo sterrato è caratterizzato da una serie di tornanti che
rendono più agevole la salita. nella faggeta che circonda il sentiero non è difficile,
nella stagione giusta, trovare funghi e fragoline di bosco. Proseguendo ancora nella
salita, si notano sulla destra recenti rimboscamenti di abete bianco, mentre tra la
vegetazione spontanea spiccano gruppi di farnie interrotti qua e là da secolari esemplari
isolati di abete bianco. A quasi 4 km da La Speranza si incontra sulla destra un sentiero
senza uscita che, procedendo in discesa, raggiunge dopo 500 metri la fontanella di
Cefarrone, dove è possibile fare rifornimento d'acqua. Il sentiero principale prosegue
invece in salita e, dopo 1 km, raggiunge un tratto pianeggiante dove si incontra un
rifugio (un fabbricato a due piani) del Corpo Forestale dello Stato; nei pressi c'è
un'area per pic-nic, generalmente frequentata da gruppi di scout. Si percorre ancora circa
1,7 chilometri fino a raggiungere la strada asfaltata che congiunge Fabrizia a Laureana di
Borrello; ci troviamo ora in località Faggio del Re (1160 metri) dove è possibile
ristorarsi prima di riprendere la via del ritorno. Dopo circa 3 chilometri dalla strada
asfaltata si incontra sulla destra una radura con un fabbricato in pietra abbandonato: da
qui si gode un ampio panorama sull'abitato di Arena e la valle del Mesima. Il sentiero
porta nuovamente in località Croce di Bove da dove lungo lo stesso percorso dell'andata,
si torna ad Arena. |
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