| Il Bosco Archiforo La catena delle Serre è costituita da
due lunghi successioni parallele di rilievi montuosi e collinari che ricordano
nell'allineamento i denti di una sega: fino al secolo scorso questi monti erano ammantati
da una foresta così fitta e imponente che uno studioso inglese in visita nel 1828 ne
scrisse: "...vi era qualcosa di tanto selvaggio e di tanto tenebroso in quelle
montagne, dai boschi fitti ed oscuri, da soggiogare la mente". Ancor oggi queste
montagne colpiscono per l'atmosfera cupa e misteriosa dei boschi: estese foreste miste di
latifoglie e di conifere scendono dalle cime più elevate fin quasi a valle, intersecate
da un labirinto di ruscelli e da potenti ammassi di rocce granitiche. Nel cuore delle
Serre illustreremo uno tra i più bei boschi della zona: ricchi di abeti vetusti e di
proporzioni inusitate, offre ancor angoli ben conservati con atmosfere fiabesche. Il
solitario e maestoso Bosco Archiforo si stende a sudest di Serra San Bruno dove sorge la
Certosa fondata alla fine dell'XI secolo da Brunone di Colonia.
Ci troviamo quasi al centro di una delle grandi
conche montagne che separano le due catene delle Serre. Serra San Bruno è il paese più
noto e dotato di servizi, a circa 800 m di quota; i boschi sono invece sui 1.000 m.
L'itinerario è
percorribile in tutte le stagioni, a parte casi di abbondanti nevicate; tenere presente
però che d'inverno la temperatura è particolarmente rigida e il clima umido. Per il
Bosco Archiforo prevedere un'ora per l'andata e un'ora per il ritorno.
In automobile.
Il Bosco Archiforo si raggiunge dal centro abitato di Serra San Bruno, proseguendo in
direzione di Monasterace; si svolta a sinistra in corrispondenza del bivio per Arena
imboccando la strada asfaltata che per alcuni chilometri corre alla base delle pendici
della dorsale del monte Pecoraro, immersa in uno splendido bosco di abeti bianchi e faggi.
Raggiungendo il casello forestale
di Bello bisogna lasciare l'auto. Chi arriva dalla statale ionica (n. 106) deve deviare
per Stilo all'altezza di Monasterace e proseguire per Serra attraverso una strada lunga e
tortuosa ma estremamente panoramica. La salita al Bosco Archiforo avviene dai 1065 ai 1414
metri. Bastano comunque scarponcini da trekking e normali indumenti da escursione
(coprirsi bene d'inverno, visto che il clima ` spesso rigido). Ci si può
rifornire d'acqua alla fontana vicino al casello forestale di Bello.
Una magnifica foresta dominata dall'Abete Bianco
è quella del Bosco Archiforo. Si tratta di un grande bosco, quasi tutto di proprietà del
comune di Serra San Bruno, che digrada sulle pendici occidentali del monte Pietra del
caricatore. Alle spalle del casello forestale di Bello bisognerà imboccare il sentiero
(la traccia in alcuni punti è confusa) che risale la pendice passando nel bosco di abeti
bianchi che ospita esemplari slanciatissimi e talvolta di considerevoli proporzioni.
Camminando lungo il sentiero ben presto si raggiunge una grande foresta, che gli abitanti
del posto chiamano "Pietra dell'Ammienzo" (nel fosso vicino c'è una sorgente
ottima per riempire le borracce). Alla base dei grandi alberi della foresta scava la sua
tana l'elusivo gatto selvatico, magnifico felino dalla coda folta e segnata da anelli
scuri ce predilige recessi solitari e nascosti e si nutre di piccoli mammiferi. Scorazzano
in queste forre ombrose torme di cinghiali; il terreno mostra spesso i segni del loro
passaggio sotto forma di lunghi solchi prodotti con grugni per cercare tuberi, bulbi e
rizomi. Non raro in questi boschi è anche l'astore, mentre di sera risuona il verso
sottile del piccolo assiolo. Tra i sassi umidi, le foglie e gli aghi camminano lente le
curiose salamandre pezzate il cui corpo gommoso, lucido e nero è impreziosito di vivide
chiazze gialle. Si risale ancora lungo questo santuario naturale, nel quale alle colonne
che sostengono la navata si sostituiscono i diritti tronchi degli abeti; finchè, salendo
verso il crinale, all'abete comincia ad associarsi il faggio. Si raggiunge così la strada
cresta: la si imbocca verso destra e dopo poco si raggiunge la vetta della Pietra del
Caricatore, caratterizzata da un articolato ammasso di rocce i, più parti segnato dalle
tracce di un antico sfruttamento a cava. |