NOTE:
1 Documenti storici che attestano la presenza di
insediamenti basiliani si hanno a partire dal 1275. Per S. Maria de Cripo o della Grotta
si veda: F. RUSSO, Regesto Vaticano per la Calabria, Roma, 1974, numeri 1195, 2049,
3232, 4224, 5460, 5814, 7717, 8583, 11323, 21451, Francesco Russo ci dà notizia anche di
una chiesa denominata S. Maria de luso che secondo il rev.mo sac. Giacomo Petracca era
adibita a luogo per la sepoltura dei morti (cfr. F. RUSSO, op. cit.,numeri 17885 e 17888).
Si ha notizia anche del monastero basiliano di S. Costantino a Panaia (cfr. F. RUSSO, op.
cit. nn. 10399, 11104, 11349, 12553, 12559, 12584, 12586, 12588, 12596, 17542, 17556,
17622, 17939, 18913, 22985, 24494).
2 Una testimonianza è data dalla grotta di <<Santu Liu>> (S. Leo)
nella valle tra Spilinga e Caria dove nella parete rocciosa <<[...] vi sono
affrescati i cinque misteri gaudiosi del rosario e una crocifissione. Ignoti vandali hanno
asportato di recente la figura del bambino delle scena della natività. La grotta, ora
pressochè inaccessibile per la selvatichezza del luogo, dovette servire da ricovero fino
al secolo XVI [...]>> (P. RUSSO, Tropea, MCF Editore).
3 G. VALENTE, Dizionario dei luoghi della Calabria, Frama Sud,
Chiaravalle Centrale 1976, vol. 2°, p. 1057.
4 P: D'AGOSTINO, Appunti per una ricerca su Tropea e i suoi casali nell'età
moderna, in A.A.V.V., <<La Calabria dalle riforme alla restaurazione,
<<Atti del VI Congresso Storico Calabrese>>, Società Editrice
Meridionale, Salerno 1981, vol. 2°, pp. 103-135. Oltre ad una chiarificazione del ruolo
storico del brigantaggio in Calabria nel decennio francese,Pasquale D'Agostino fa un esame
approfondito delle vicende demografiche e morfologiche del territorio con riferimenti
specifici su Carciadi e Spilinga, in origine due paesi che in seguito si fusero. Cfr.
anche P. RUSSO, Appunti per una ricerca di storia demografica ed economica su Tropea e
il suo territorio, in A.A.V.V., La Calabria dalle riforme alla restaurazione,
<<Atti del VI Congresso Storico Calabrese>>, Società Editrice
Meridionale, Salerno 1981, vol. 2°, pp. 583-633. In tale lavoro l'autore documenta la
rivolta dei Casali del 1722 che partì da Carciadi, inoltre, viene documentato l'andamento
demografico, la vita religiosa e sociale di quel paese.
5 F: PUGLIESE, Tropea e la sua terra, Grafica Meridionale, Vibo Valentia
1974, p. 59.
6 P. D'AGOSTINO,op. cit. p. 130 e seguenti. Cfr. anche B. POLIMENI, Andrea
Orlando, brigante di Monte Poro, <<Calabria Letteraria>> XXXII
81984, nn. 10-12, pp. 106-107.
7 Il primo documento che attesti l'esistenza della chiesa di S. Giovanni
Battista è datato 30 agosto 1470. In tale documento sono riportate altre due chiese
parrocchiali: S. Nicola di Condorchidoni e S. Maria di Carchinadi (Carciadi). Le tre
parrocchie erano affidate alla cura del sacerdote Antonio De Cerullo. Condorchidoni era un
villaggio ubicato, presumibilmente, in località Lisu di Livasi e fu sepolto da una frana
generata da un abbassamento tettonico (Ipotesi avanzata dall'Ing. Michelangelo Pontoriero
in seguito a rilievi geologici). Gli abitanti sopravvissuti ripararono nei pressi
dell'abitato di Spilinga e vi eressero la chiesa di S. Caterina. |