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aggiornato il:
11 dicembre 2002 12.50 |
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E' la capitale di tutto
il Capo Vaticano, una vera e propria regione geografica di incomparabile bellezza. Insieme
con Gerace, Tropea costituisce il centro storico più interessante della parte meridionale
della Calabria. Si giunge a Tropea proveniendo da Vibo Marina, da Nord, da Nicotera, da
Sud, o da Est, da Vibo Valentia.
In questo paese si avverte la presenza del turismo di ampio respiro, le strade sono linde,
trionfa il barocco dei palazzi Le origini di Tropea sono sconosciute. Si sviluppò con i
normanni e ancor più con gli aragonesi. Attivissimo centro marinaro, tenne rapporti
commerciali con tutti i paesi del Mediterraneo disponendo di una sua flotta. |
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| Al visitatore si può
consigliare la visita della cattedrale. Il tempio risale agli anni 1000-1100, ed è
dedicato alla patrona, La Madonna di Romania, all'interno vi sono opere d'arte risalenti
ai secc. XIV-XVI. Presso la chiesa di S. Francesco di Assisi si può visitare una bella
cappella gotica e il portale dell'Oratorio di S. Domenico. Suggestiva è anche la chiesa
di S. Maria dell'Isola che sorge su di una penisoletta ai piedi della città, visibile
dalle balconate del belvedere; non di meno importanza sono le altre chiese. |
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Sorge sopra uno
sperone, detto "la rupe" di natura calcarea.
Sede vescovile già nel VI secolo, la trinavata cattedrale normanna è una delle poche
chiese di quel periodo esistenti in Calabria. L'interno, riportato alle forme originali
nelgli anni 1926-1930, è ricco di opere marmoree: i sepolcri della famiglia Galluppi (uno
del 159 e l'altro del 1651) e dei Cazetta del 1530, le statu della Madonna del popolo (fra
Giovannangelo Montorsoli, 1555) e della Madonna della libertà del primo quarto del '600,
e la Natività del messinese Pietro Barbalonga dell'anno 1600. L'icona (bizantina?) della
Madonna della Romania, protrettrice della città e della diocesi, è collocata nell'abside
dietro l'altare maggiore. In una cappella laterale è posto un Crocefisso nero, scultura
lignea di probabile fattura quattrocentesca. Sotto il portico con archi a sesto acuto, a
lato della cattedrale, sono collocate le statue marmoree dei santi Pietro e Paolo (se.
XIII), della Madonna della Grazia (sec. XVI), dei santi Francesco d'Assisi e Chiara (sec.
XVII). |
| La chiesa dei
francescani conventuali, nota col titolo di San Demetrio per il trasferimento di quella
parrocchia alla fine del '700, è ornata dagli artistici stucchi del nicoterese Santo
Solano che li realizzò nel 1759 per il compenso di duecentoventi ducati della moneta
allora circolante. La comunicante cappella di Santa Margherita avrebbe origini medioevali. Da visitare: Chiesa Cattedrale, Chiesa S. Demetrio, Chiesa
S. Annunziata, Chiesa della Michelizia, Cappella del Monte di Pietà, Chiesa di S. Maria
della Sanità, Chiesa del Gesù, Chiesa di S. Giacomo, Chiesa di S. Maria dell'Isola. |
Oltre al turismo, di
una certa importanza è l'agricoltura, celebrate per dolcezza e fragranza sono la cipolla
e la lattuga gigante di Tropea. Di ottima qualità sono le produzioni di ulive, uva e di
agrumi. La pesca vi è praticata con buoni risultati, in passato era sviluppata la
raccolta del corallo.
Spiagge: del Convento, del Vescovado, dell'Isola Bella, di S. Leonardo. |
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La chiesa
dell'Annunziata, appartenente al convento dei francescani osservanti, oltre al
cinquecentesco gruppo marmoreo dell'Annunciazione sopra l'altare maggiore presenta il
soffitto ligneo dipinto dal napoletano Andrea Gigante abitante in Monteleone nel 1641 per
cento ducati.
Ricca di opere marmoree e pittoriche, ed anche di stucchi, è la chiesa dei gesuiti
passata successivamente ai liguorini che ancora l'officiano. |
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Immersa nel verde di un
folto aranceto è la chiesa della Michelizia, che si tramanda essere stata costruita per
il voto di un ricco mercante di nome Michele Milizia scampato ad una tempesta che nella
notte di un 5 agosto di fine '500 minacciava di travolgerlo nel mare di fronte Tropea.
Nell'interno si ammirano un settecentesco altare ligneo intagliato e due tele, una
raffigurante Sant'Antonio di ignoto seicentesco e l'altra con la crocifissione dipinta nel
1719 dal pittore locale Giuseppe Grimaldi. |
Sopra uno scoglio
circondato dal mare è costruita la chiesa-santuario di Santa Maria dell'Isola. La
documentazione della dipendenza dal monastero benedettino di Montecassino, tuttora in
vigore, risale all'anno 1066. La facciata è stata ricostruita in stile litotomico
dopo il crollo provocato dal terremoto dell'8 settembre 1905. La chiesa è meta di
pellegrinaggi in occasione delle solennità mariane del 15 agosto e dell'8 settembre.
Sulle strette e tortuose strade del centro prospettano gli artistici portali dei palazzi
nobiliari sei-settecenteschi, dietro i quali non di rado si intravedono caratteristici
cortili. |
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