Vedute di Mileto, Monteleone e Pizzo
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      Una delle maggiori curiosità di chi vuole accostarsi al sapore del sapere storico riguarda l’aspetto del proprio natìo loco nelle epoche passate. Le fotografie ingiallite dal tempo non vanno più indietro della metà dell’Ottocento, mentre ritratti d’autore o paesaggi su commissione pochi se li potevano permettere. Solo con pazienti scavi e ricerche nei depositi della storia, archivi e biblioteche cioè, qualche cosa ogni tanto emerge alla luce, magari in località le più impensabili.
             
 

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  Le tre immagini di Pizzo, Mileto e Monteleone, l’odierna Vibo Valentia, si trovano nella Biblioteca Nazionale di Vienna e sono state disegnate, forse sul posto ma la questione ancora non è stata sufficientemente chiarita, da un cartografo di nome Francesco Cassiano de Silva che nei primissimi anni del Settecento ha realizzato un grosso volume rimasto manoscritto dal titolo Discorso sopra le città del Regno di Napoli: le sue immagini, certamente disegnate alla fine del Seicento, sono state riprese in un’opera a stampa attribuita all’abate pistoiese Giovan Battista Pacichelli, che però viene pubblicata quando costui era ormai morto. A parte i problemi legati alle vicende di esecuzione, rimane da stabilire se queste immagini rappresentino davvero tali località nel preciso momento storico nel quale sono state disegnate, oppure se l’autore, o gli autori, abbiano interpolato sulla base di informazioni e notizie di varia natura. Di queste incertezze si nutre la storia: che dal punto di vista etimologico significa ricerca, e come tale è destinata a non finire mai.

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