Il Fragolaro - Il Castagnaro

     
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Mille sono i mestieri di Napoli, e ancora ai nostri giorni una visita nelle viuzze e nei rioni più popolari del centro storico, dove l’abitudine al rapporto con le persone, anche di diversa estrazione sociale e provenienza, non è stata concellata del tutto dal luddismo diffuso indotto dai mezzi di comunicazione di massa, può riservare molte sorprese. Il mestiere del fragolaro, cioè di colui che vende le fragole a domicilio, è chiaramente un mestiere stagionale legato al periodo di maturazione del prelibato frutto: nel caso in esame un frutto rigorosamente naturale poichè l’immagine si riferisce alla prima metà dell’Ottocento quando le fragole in coltivazione forzata non erano neppure pensabili. E come tanti mestieri del capoluogo partenopeo, legato alle classi ricche com’è evidente dalla ricca scalinata sulla quale il fragolaro appoggia e misura la sua merce. Frutto buono per essere consumato allo stato naturale, oppure per essere inserito nei dolci o per essere ridotto a sorbetto o a liquore: tutte cose che anche in Calabria erano praticate, e nella stagione delle fragole c’era sempre chi scendeva dalle Serre portando verso il mare il profumo rosso e penetrante della montagna per la gioia di grandi e piccini.
   
  La consuetudine della vendita delle castagne abbrustolite per le strade ai nostri giorni è diventata generalizzata, ma si può far risalire quest’uso assai indietro nel tempo. Il castagnaro non è solo una figura tipica di Napoli, ma la si incontra a Firenze come a Parigi o a Londra, ed anche nelle città calabresi più grandi mentre nei paesi ognuno le castagne se le prepara da solo come vuole: bollite, abbrustolite, schiacciate per farina da dolci o per confezionare un pane ricercato, magari aggiungendo gocce di cioccolato nell’impasto. Nelle fredde giornate invernali è una piacevole compagnia il tepore della castagna, sapientemente intaccata per evitare che il vapore d’acqua la faccia esplodere durante la cottura, e che mostra in tal modo il suo interno quasi sensuale che passa dal bianco a un caldo colore dorato. Un frutto non certo da ricchi benestanti, che in passato ha fornito a intere regioni un alimento facile e a basso costo; per assicurare alle popolazioni povere tale possibilità di sopravvivenza per antica consuetudine dopo il giorno dei morti la raccolta delle castagne diventava libera a tutti, ma l’abbandono di gran parte dell’alta collina, non solo calabrese ma in tutto il centro Italia, ha reso il frutto più costoso, buono oggi da accompagnare con la degustazione del vino novello.
   
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