La ricostruzione della Città di Mileto
 Vedute di Mileto, Monteleone e Pizzo ]
Veduta di Tropea e del Villaggio di Parghelia ]

Veduta di Tropea dal Mare ]
Veduta del Santuario di Soriano ]
Veduta Pizzo dal Mare ]
Veduta di Tropea dalla Marina di Parghelia ]

Vedute di Monteleone ]
Precedente Successiva
 
 
     
  Il 5 febbraio del 1783 la Calabria meridionale venne colpita da uno dei più violenti terremoti che si siano mai verificati a memoria d’uomo in tutto il mondo. Oltre alle perdite umane, venne completamente distrutto un gran numero di paesi e tutto il patrimonio architettonico conobbe gravissimi danni e perdite che non saranno mai più recuperate, e che hanno trasformato completamente il volto di interi comprensori. Fra le città totalmente distrutte una delle più famose era certamente Mileto, capitale del regno normanno nella sua breve permanenza in Calabria e sede della celebre Abbazia della Trinità, che venne completamente rasa al suolo.La corte borbonica, informata rapidamente del disastro, inviò subito soccorsi e ingegneri militari per sovrintendere alle operazioni di bonifica dei ristagni d’acqua, alla riattazione delle strade e alla costruzione dei nuovi paesi insieme ai loro edifici rappresentativi, in primo luogo le chiese. Ma inviò a distanza di soli due mesi dal disastro anche una spedizione di scienziati e disegnatori dell’Accademia Reale di Scienze e Belle Lettere di Napoli, con lo specifico obbiettivo di descrivere gli effetti del terremoto e darne un’immagine visiva di immediata lettura. Nasce così il più singolare Atlante che la Calabria abbia mai conosciuto, in uno sforzo di interpretazione e di artistica rappresentazione che poche altre regioni italiane possono vantare. La figura mostra la ricostruzione già avviata nel nuovo sito di Mileto (siamo appena al 29 aprile dello stesso 1783), con le baracche di legno disposte ordinatamente ai margini della strada mentre il vecchio paese ormai rovinato si scorge in lontananza. Fra le provvidenze borboniche per la rinascita della provincia si possono anche ricordare diverse iniziative direttamente produttive, una delle quali merita di esser segnalata qui: la realizzazione di una Real Fabbrica de’ vini di Calabria detti del Terremoto, con un manifesto d’intenti stampato nel 1784. Rimane da vedere se questi vini siano stati poi prodotti, cosa su cui i fascicoli d’archivio tacciono, né l’iniziativa è stata ripresa dopo il sisma del 1908.
     
Home ] Su ]