| Artigianato del Legno e dei Cesti Intrecciati | ||||
[ L'acquaiolo Ambulante - Il Pescivendolo ] |
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| Legno di faggio, legno di castagno, legno dabete e di pioppo, strisce di vimini, di salici e di giovani virgulti, cannizzi e viscighij: ingredienti per ricette che dei prodotti utilizzati nella gastronomia sia tradizionale che moderna sono cornice di riferimento, tanto modesti quanto essenziali per garantire unimmagine di genuinità e di solida fiducia. Come infatti negare fiducia a sapori offerti in contenitori nati dalla natura e cresciuti secondo le regole che solo la natura sa darsi? Non condimenti, aromi, sale e olio di oliva in queste ceste, mortai, utensili; e non chiodi, grappette metalliche, plastica e corde: solo il lavoro umano, che tutto riconduce ad unità esistenziale ed essenziale. Un artigianato del legno e della cestineria intrecciata nasce per forza di cose laddove le produzioni della terra vengono raccolte e conservate con quellamore che alla terra i contadini, i pastori, i boscaioli, i raccoglitori dei frutti del bosco e delle colline nella loro taciturna generosità sanno regalare. | ||||
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| Non si tratta di procedimenti semplici, tuttaltro. Il legno di castagno per la cestineria, ad esempio, deve essere ricavato da un pollone ancor giovane, intaccato da un lato e poi aperto con la forza delle mani in modo che le fibre non subiscano quella frattura che poi si ripeterà nellincurvatura del cesto, minandone la solidità e la sicurezza; vanno bolliti, quei pezzotti, prima di essere intaccati ancora per ricavarne listelle via via più sottili, perché si ammorbidiscano senza scheggiarsi alla trazione. Lavoro lungo e faticoso, compensato dalla qualità di un cesto destinato a durare quanto il vegetale che gli ha dato forma. Lo stesso è per i prodotti torniti e per gli utensili indispensabili a rimestare sughi rispettando la consistenza degli ingredienti, anche se qui lindustria si è impadronita delle tecniche tradizionali e i prodotti si realizzano in piccole serie. | ||||