Costumi di Monteleone
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  Disegnato originariamente nel 1773 da Pietro Fabris per una Raccolta di varii Vestimenti ed Arti del Regno di Napoli dedicata a William Hamilton, i due Sonatori Calabresi, questo il titolo, hanno conosciuto grande fortuna e sono stati successivamente ripresi da diversi disegnatori: in questo caso da Saverio Della Gatta che firma l’acquerello nel 1802. La figura è straordinaria sia per l’ambientazione che per la testimonianza di una vocazione artistica propria del Vibonese. La capanna sullo sfondo a destra ripete il modello delle capanne agricolo-pastorali del Poro costruite con raracuna, il fusto secco dei lupini. L’uomo suona la sua ribecca manovrando l’archetto dall’alto verso il basso secondo la tradizione dei musicisti ambulanti calabresi in generale e del Poro in particolare, mentre il bambino col plettro pizzica il suo liuto tenore con una delicatezza che solo una maestria appresa da un adeguato orizzonte artistico poteva fornire. Di questo orizzonte solo il maestro Reginaldo D’Agostino è rimasto oggi a testimoniare il passato splendore, e ad adoperarsi perché non venga dimenticato dalle generazioni future
     
   
Non si conosce alcuna immagine attendibile del costume popolare di Monteleone, ed anche lo Strutt sottolinea nel 1838 questa situazione: "Sono dolente di dire che qualsiasi cosa che assomigli ad un costume è scomparso qui". La piccola tempera anonima riprodotta sopra ha invece come titolo Monteleone. Provincia di Catanzaro. Calabria Ultra 2. Essendo stata realizzata presumibilmente nella prima metà dell’Ottocento, i casi sono due: o si è sbagliato lo Strutt, che però è in genere attendibile nelle sue osservazioni sui paesi che attraversa ed acuto osservatore essendo anche disegnatore; oppure l’immagine è la riproposizione di un costume di altra località per compiacere un committente o un viaggiatore di passaggio in vena di souvenirs personalizzati, e che non trovando nulla sul posto si procura qualcosa a Napoli dove è possibile, oggi come in passato, trovare e comprare tutto. Solo ricerche, e storie, più approfondite potranno aiutare a sciogliere questa incertezza: rimane comunque il sapore di un mondo scomparso sul quale esercitare il piacere dell’immaginazione in attesa che il mondo dei saperi riesca a fornire plausibili ipotesi.
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