| Dolce | Gialli,
rossi, aranci e profumati |
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"...
Vaghi boschetti di soavi allori, di palme e damenissime mortelle, cedri et aranci chaveano frutti e fiori contesti in varie forme e tutte belle, facean riparo ai fervidi calori de giorni estivi con loro spesse ombrelle; e tra quei rami con sicuri voli cantando se ne giano i rosignuoli." |
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| Così
lAriosto (Orlando furioso, VI, 21) faceva descrivere gli agrumi
a Ruggiero mentre scendeva sullisola di Alcina cavalcando lIppogrifo.
Dal Rinascimento in poi questi frutti, che appaiono come autentiche incarnazioni vegetali del sole, sono stati oggetto di interesse da parte dei più grandi pittori e poeti. Ed è stato Pierandrea Mattioli nel 1568 a divulgare, senza fondamento, lidea che la parola aranci derivi da aurantia poma, vale a dire pomi doro, quando invece sembra che il nome venga dal persiano narang a sua volta derivato dal sanscrito naraganja; infatti in spagnolo larancia conserva traccia di questa derivazione, denominandosi naranja. Le arance e gli agrumi in genere sono originari dellestremo oriente, e più precisamente dalla Cina meridionale: nella loro versione attuale sono state introdotte nel mondo mediterraneo dal VII secolo, mentre larancio amaro, detto anche melangolo e utilizzato come pianta ornamentale, vi era presente dallinizio della nostra era. Gli agrumi hanno attecchito da noi così felicemente che qui è nato il mito che identifica le arance coi pomi doro del giardino delle Esperidi, che donavano limmortalità. Alcune leggende vogliono poi che un agrume fosse stato in realtà il frutto offerto dal serpente a Eva, e viene indicato come specifico della Calabria: nel vibonese si identifica con le marandelle. |
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