Veduta Pizzo dal Mare
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Questa grande litografia con coloritura coeva di Pizzo ripresa dal mare in burrasca è di fattura francese ma è stata ripubblicata anche a Londra: ha una notevolissima concezione spaziale e una ariosità d’insieme che richiama le incisioni del Minasi quasi di un secolo precedenti. Il suo autore, un certo Thomas Du Moncel, sostiene nella legenda di averla dessiné d’après nature, cioè sul posto, ma è lecito avanzare qualche dubbio, con riferimento all’unica torre rotonda del Castello qui mostrata che rappresenterebbe la prigione di Murat. La fama di Pizzo nella cultura ottocentesca soprattutto francese è legata in particolare alla fucilazione di Gioacchino Murat avvenuta il 13 ottobre 1815 alle ore 17, ma la Calabria per i francesi aveva avuto anche un altro motivo di interesse: il brigantaggio divampato violento e inarrestabile nel decennio della loro occupazione, in una rivolta popolare abilmente strumentalizzata da borbonici, clericali e inglesi, che aveva messo alle corde le invincibili armate napoleoniche. D’altro canto Pizzo era, con Paola e prima di Reggio, l’unico scalo sulla costa calabrese tirrenica cui perveniva la posta da Napoli senza dover percorrere la pericolosa via di terra attraverso Campo Tenese, quindi il suo ruolo di piazzaforte era ampiamente motivato, mentre Tropea si cullava nei suoi ozi nobiliari e nel suo mare generoso.
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