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Sapori Saperi |
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Saperi |
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Veduta
della Città di Pizzo e di tutto il seno vibonese |
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| Intorno
al 1780 il domenicano padre Antonio Minasi di Scilla si fa promotore di
una serie di bellissime incisioni della costa tirrenica meridionale della
Calabria avvalendosi di raffinati artisti e incisori. La veduta della Città del Pizzo e di tutto il seno vibonese, riprodotta qui sopra, enfatizza linarcamento della costa per mostrare in un unico colpo docchio lo splendido paesaggio che si gode dalla punta della Rocchetta allestrema sinistra della veduta fino ad Amantea sulla destra oltre la rupe sulla quale è ben delineata Pizzo, spingendo lo sguardo in mare aperto dove si incontra un punto di riferimento di assoluta eccezionalità: Stromboli. Le didascalie che accompagnano le tavole sono un piccolo capolavoro di sintesi storica, erudita, antropologica, scientifica, naturalistica, con felici notazioni sui prodotti locali e soprattutto sulla fauna ittica. Il Minasi ci parla qui della tonnara di Bivona armata in estate per le "carovane di tonni" che passano lì vicino, e mostra ben chiari alla marina di Pizzo i "magazzini ove si sala la carne dei tonni o si frigge in olio, e donde si smaltisce nei barili per Napoli, Roma e altre località". In primo piano al centro come in un simpatico quadretto di genere ci viene proposta la "colazione fra il pittore e lautore alluso de Zingari", cioè al sacco come diremmo oggi (il pittore è Bernardino Rulli), mentre a destra una coppia di contadini sono intenti alla "scelta di grosse castagne dette inserte, che dalla Calabria Ultra con altri frutti simbarcano per Napoli". |
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