| Veduta di Tropea dal Mare | |||
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| Nel 1777 Antonio Minasi fa incidere, probabilmente dallartista olandese Guglielmo Fortuyn, Il prospetto della Città di Tropea tra i promontorj Sabrono e Vaticano, ripreso da un singolarissimo punto di veduta, cioè dal mare ma molto più alto sullorizzonte rispetto a una tavola analoga dedicata a Scilla. Liconografia è come al solito ricchissima di informazioni: vi è una sorta di storia della città Tropea nella lunga didascalia relativa alla torre del Castello vecchio, ben alta sullincasato e che di lì a pochi anni verrà rovinata dai sismi, e poi una più corta storia del villaggio di pescatori di Paralia, che si scorge appena a sinistra di Tropea, "ne cui ubertosi dintorni si piantarono molti altri ameni villaggi: Sabronum chè verso quel Capo, ferace doglio e di nobile vino; sopra è Ioannum, in quali contrade si fa gran copia di bambaggia [cotone]; dindi verso Tropea è Daphne grande, e Daphne piccolo, corrottamente Daphinà; poi vi è Phitadis, ricco dogni sorta di frutti; e sopra Zachanopolis, o sia utile città per le greggi, e per il cacio squisito; e vicino a Parghelia vi è pur la valle morasusa, o sia della Pitonessa, donde si cavava la bianca arena per la porcellana napoletana". Ma soprattutto vi sono i tonni, di cui viene raccontata con dovizia di particolari una caccia straordinaria, e la consueta ricca presenza di imbarcazioni. | |||