COMUNICATI STAMPA
 
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Vibo Valentia, 30/04/2002

Il G.A.L. Serre Vibonesi, individuato quale soggetto responsabile dal partenariato composto dalle organizzazioni agricole, dalle associazioni dei produttori e dalle imprese private, ha presentato alla Regione Calabria il progetto integrato di filiera settore legno.

L’importo complessivo del finanziamento richiesto è di € 18.283.326,00 di cui € 10.111.300,50 a carico del POR Calabria e € 8.172.025,50 investimento dei privati. Il dato significativo, è che ha partecipato alla formazione del progetto integrato filiera del legno tutto il territorio boscato della provincia di Vibo Valentia ed hanno fatto richiesta di finanziamento 93 imprese. Altro dato importante è che sono scese in campo strutture assai significative, quale l’AFOR (Azienda Forestale della Regione Calabria), la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), l’UPA (Unione Provinciale Agricoltori), l’associazione Olivicola "OLIVA", il Consorzio "ARTE LEGNO", la società cooperativistica S. C. R .A .A.F. (società cooperativistica ricerca, agricoltura, ambiente e foreste), segno che si è in presenza di una forte volontà ad utilizzare al meglio i fondi comunitari e che la concertazione tra i vari soggetti interessati allo sviluppo rappresenta un fatto reale.

Il progetto integrato di filiera settore legno, è un ulteriore contributo alla programmazione sul territorio capace di creare opportunità per nuovi investimenti, sviluppo ed occupazione. Il progetto fa leva sull’utilizzo delle risorse disponibili, il legno quale materia prima, le industrie boschive, le segherie, le falegnamerie, i mobilifici e le lavorazioni del vimini, delle pipe ed utensili per la casa. Si sono creati sul territorio Vibonese importanti strumenti attuativi del POR (programma operativo regionale) Calabria, ciò rappresenta un significativo passo in avanti per attivare i fondi comunitari ma non basta.

Occorre che vi sia l’adeguata accelerazione nella valutazione dei progetti presentati, sia per quanto riguarda i PIAR (progetto integrato aree rurali) sia per quanto riguarda i PIF (progetto integrato di filiera), in quanto questi riguardano aree territoriali particolarmente svantaggiate, per i primi ed è la condizione per valorizzare le risorse produttive e creare imprese capaci di lavorare per il mercato per le seconde.

Tutto ciò chiama alle proprie responsabilità la Regione Calabria a colmare i ritardi accumulati nella spesa dei fondi comunitari e l’Amministrazione Provinciale a farsi carico dell’effettivo coordinamento delle politiche e dei programmi di sviluppo che necessitano di un tavolo di coordinamento, - che non esiste – al fine di armonizzare e rendere efficaci gli sforzi che dal basso, tante iniziative stanno producendo. Non cogliere tutto ciò, sarebbe un errore oltre che un imperdonabile inadempimento delle funzioni per le quali sono state elette le rappresentanze istituzionali a livello regionale e provinciale.