| COMUNICATI STAMPA |
| .. 2003 |
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Vibo Valentia, 24/11/2003 Nello specifico, è preso di mira quanto prevede il PIS (progetto integrato strategico) rete ecologica regionale promosso, elaborato ed avviato alla concreta realizzazione in tempi rapidi dall’assessorato all’ambiente guidato dall’On. Domenico Antonio Basile. Il Consiglio di amministrazione del COGAL “Monte Poro – Serre Vibonesi” non sarebbe intervenuto se i ripetuti ricorsi – che hanno riguardato anche altri programmi regionali, quali INFEA (informazione, formazione, educazione ambientale) – non avessero superato abbondantemente il carattere amministrativo di merito, sostituendolo con veri e propri attacchi al COGAL, “responsabile del suo ruolo attivo sul territorio Vibonese e non solo quale soggetto attuatore di diversi programmi finanziati da autorità pubbliche regionali, nazionali e comunitarie”. Le indecenti considerazioni, oltre che le offensive affermazioni contenute nei ricorsi a cui si fa riferimento, sono lesive non soltanto per gli amministratori del COGAL Monte Poro ma per tutta la compagine rappresentata dalla sua composizione sociale che – è bene ricordarlo – mette insieme enti pubblici e privati rappresentativi del territorio Vibonese. E’ il caso di ricordare a questa amministrazione provinciale che i GAL (gruppi di azione locale) sono presenti in tutta Europa e rappresentano una delle novità più significative di quanto voluto dalla Unione Europea, che con successo ha portato avanti “la strategia vincente dello sviluppo dal basso” la quale non è propaganda da comizio elettorale. I GAL, inoltre, costituiscono la metodologia applicata per la elaborazione dello stesso POR Calabria (programma operativo regionale); sono stati lo strumento che ha consentito a questa amministrazione provinciale di elaborare, presentare ed avere approvato il PRUSST Poro-Serre Vibonesi (progetto riqualificazione urbana sviluppo sostenibile del territorio); sono stati il precursore della stessa impalcatura che ha fatto nascere i patti territoriali. Potremmo, con ampia facoltà di prova, elencare una quantità considerevole di attività presenti sul territorio Vibonese a sostegno del lavoro prodotto in quasi dieci anni di lavoro dal CoGal Monte Poro; ma non è questo il problema, in quanto il nostro lavoro è stato anche frequentemente divulgato dalla stampa. Il punto che ci preme sottolineare è la scarsa capacità di questa Amministrazione provinciale a confrontarsi sulle cose concrete e discutere nel merito delle questioni, a cogliere ciò che di positivo è cresciuto sul territorio ed a questo proposito non ci riferiamo alla sola esperienza del COGAL. Infatti, sulla rete ecologica regionale, tanto avversata da questa Amministrazione provinciale, alla pubblica opinione e tanto meno alle categorie economiche del vibonese, non è dato sapere di quali proposte “forti” sul piano strategico dello sviluppo e della “forza tecnico progettuale” la provincia di Vibo Valentia sia stata protagonista. Al contrario, se la memoria non ci inganna, le uniche iniziative che si sono sviluppate sul territorio Vibonese, sono state promosse dal COGAL “Monte Poro – Serre Vibonesi” di concerto con l’assessorato all’ambiente sia per quanto attiene la misura del PIS rivolta alle iniziative imprenditoriali private, sia per quanto riguarda le misure di interventi di carattere pubblico determinate a seguito di una positiva concertazione di numerosi soggetti che a vario titolo operano a sostegno dello sviluppo economico e per favorire la crescita dell’occupazione. Ci risulta che l’Amministrazione provinciale – pur invitata – non ha mai partecipato, soprattutto ha ritenuto di tacere in occasione della conferenza proprio sul PIS “rete ecologica regionale” tenutasi in Vibo Valentia il 19 luglio di quest’anno. Ricorrere in modo strumentale contro il COGAL dimostra palesemente che questa Amministrazione provinciale ha abdicato alla “prerogativa istituzionale” di essere punto di riferimento di un progetto di sviluppo dal basso, propositivo e di raccordo di ciò che di positivo è venuto avanti. Ciò non significa chiedere di rinunciare alla critica sui fatti ma alle illazioni. Il Presidente
del COGAL |