COMUNICATI STAMPA
 
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Vibo Valentia, 06/06/2003
Co.G.A.L. “Monte Poro – Serre Vibonesi”: approvati e finanziati dall’assessorato regionale all’Ambiente due importanti progetti per la salvaguardia ambientale: il Centro di esperienza ed il Laboratorio territoriale ambientale di Vibo Valentia.

Ancora sugli scudi il Co.G.A.L. “Monte Poro – Serre Vibonesi”. E questa volta l’attività di programmazione svolta dall’ente presieduto da Paolo Pileggi ha dato frutti davvero notevoli. Superando la concorrenza di molti altri enti pubblici o privati vibonesi, il Consorzio Gruppo azioni locali ha presentato presso l’assessorato regionale all’Ambiente due importanti progetti che per la loro validità sono stati subito approvati e finanziati: anche nel comune capoluogo saranno infatti istituiti un Laboratorio territoriale ambientale vibonese ed un Centro di Esperienza, mirati entrambi alla tutela e salvaguardia del patrimonio naturalistico.

Le due iniziative rientrano in un più ampio quadro di interventi predisposto dall’assessore regionale all’ambiente Domenico Antonio Basile il quale, attraverso l’iniziativa denominata “Infea” (Informazione ed educazione ambientale) ha voluto saggiamente “omogeneizzare” il territorio regionale, attivando in tutte le province calabresi sportelli speciali che avessero competenze specifiche in materia di tutela ambientale. Titolare, per il Vibonese, dei due progetti sarà appunto il Co.G.A.L. La nuova mappatura dei Centri e dei Laboratori ambientali risulta dunque così composta: 1 Laboratorio territoriale per ciascuna provincia (tot. 5); 12 Centri di esperienza in tutta la Calabria (3 erano già esistenti, altri 9 sono stati istituiti): 3 a Reggio, 2 a Vibo, 2 a Crotone, 3 a Cosenza, 2 a Catanzaro. La novità assoluta per il nostro territorio è costituita dal fatto che negli anni passati la provincia vibonese disponeva solamente di un Centro di Esperienza, al quale si aggiungerà quello di cui il Co.G.A.L. sarà titolare, mentre non era mai stato attivato alcun Laboratorio ambientale.

I due progetti ­– rivolti ad un’utenza vastissima, composta da soggetti pubblici e privati, associazioni di categoria, imprenditori ecc… – dovranno partire nel prossimo mese di novembre. Nello specifico, gli obiettivi sono quelli di promuovere una campagna di formazione ed informazione per attivare una ricaduta per il sostegno di interventi di recupero e miglioramento dei sistemi naturali; realizzare programmi per la diffusione di innovazione tecnologica della conoscenza; studiare e sperimentare nuove metodologie didattiche per l’ambiente; formare nuovi operatori; formulare ulteriori progetti sull’educazione e formazione alla cultura ambientale. Ma anche monitorare, per via fotografica e video, la flora marina; effettuare verifiche sull’impatto ambientale delle attività artigianali, commerciali ed industriali, promuovere un’attività di interazione tra turismo e ambiente.

In questa direzione, il lavoro dell’assessore Basile si è rivelato decisamente determinante ai fini del conseguimento degli obiettivi preposti.

<L’assessore regionale – ha spiegato infatti il presidente Paolo Pileggi – attraverso la promozione di Infea ha ottenuto diversi risultati di grande rilievo. In primo luogo ha velocizzato la programmazione in funzione della promozione di una nuova cultura dell’informazione e ha costruito un programma che riequilibria territorialmente la presenza degli interventi. Vibo, dunque, recupera finalmente terreno rispetto alle altre province calabresi. In terzo luogo, quello diretto da Basile è stato l’unico assessorato, oltre a quello dell’Agricoltura (che è poi l’assessorato di riferimento per lo sviluppo delle aree rurali per cui noi ci battiamo da tempo), a cogliere il valore dei Gal calabresi (Gruppi di azioni locali), ritenendoli, a ragione, soggetti affidabili, capaci di programmare lo sviluppo integrato in stretto rapporto con il territorio di riferimento>.

Ed infine un altro aspetto non irrilevante: questi progetti andranno ad integrare l’azione già avviata sul territorio attraverso l’iniziativa comunitaria Leader II.

Tutto ciò concorrerà ad infondere nel “sentire comune” un concetto fondamentale: la salvaguardia dell’ambiente favorisce anche uno sviluppo turistico del territorio, <un turismo – ha concluso Pileggi – che non sia solamente costiero, ma anche rurale e montano. Quindi variegato e dall’offerta molto ampia>.

L’Ufficio Stampa